All'avanguardia in miniera.

Estrazione sotterranea di sali nella miniera di potassio del Werra.

Da oltre 125 anni, la K+S estrae e raffina materie prime minerali. Con l’Econic, questa azienda dalla lunga tradizione mette in sicurezza i settori già sfruttati nella miniera di potassio in Assia orientale.

Ogni anno si estraggono circa 20 milioni di tonnellate di sale grezzo.

Il pozzo è stretto, il percorso che conduce nel sottosuolo è tetro e opprimente. Il cesto di metallo per il trasporto di persone, grande quasi due metri e mezzo per tre, scende nelle viscere della Terra a più di otto metri al secondo, sfilando davanti a milioni di anni di storia terrestre. Dopo un minuto e mezzo circa, arriva a destinazione: il primo livello della miniera di potassio K+S del Werra, a 750 metri sotto la superficie.

«Tutto ciò che ci serve quaggiù arriva attraversando un pozzo così stretto», spiega Arnd Schneider. «Anche l’Econic è arrivato nella miniera passando per questa via.» Dal 2013, il quarantasettenne è direttore del recupero in sotterraneo della K+S presso il sito di Hattorf. L’impianto si trova a circa 50 chilometri a nord di Fulda, città barocca della Germania, e fa parte degli stabilimenti consociati del Werra. Dall’enorme miniera di potassio, con i suoi siti produttivi di Hattorf e Wintershall, nell’Assia, nonché di Unterbreizbach in Turingia, ogni anno si estraggono circa 20 milioni di tonnellate di sale grezzo. Oltre ai fertilizzanti, gli stabilimenti consociati producono sali tecnici e prodotti ad elevata purezza destinati all’industria farmaceutica, alimentare e dei mangimi. La K+S è il più grande produttore mondiale di sali e uno tra i principali fornitori di potassio a livello internazionale.

Il sale si deposita su due livelli, a una profondità massima di 1000 metri.

«I giacimenti di potassio qui nella valle del Werra si sono formati più di 200 milioni di anni fa per l’evaporazione del mare preistorico dello Zechstein», spiega Arnd Schneider. «I depositi relativamente piatti di potassio, i cosiddetti filoni, hanno uno spessore solo tra i due metri e mezzo e i quattro, e contengono sale grezzo che noi estraiamo.» I giacimenti si trovano su due livelli, a una profondità che arriva fino a 1000 metri. Da più di 100 anni, in Assia orientale si estraggono sali di potassio; oggi si utilizzano grandi macchinari speciali e una tecnologia moderna. Nel corso del tempo si è sviluppato un complesso di miniere di dimensioni enormi. «L’impianto del Werra copre all’incirca la superficie di Monaco e sobborghi», spiega l’ingegnere minerario Arnd Schneider, che si è laureato presso l’Università Tecnica di Freiberg.

In tutto l’impianto K+S del Werra lavorano circa 4400 dipendenti, 2000 dei quali sono minatori. Poco più di 50 sono addetti al cosiddetto recupero in sotterraneo, il settore di responsabilità di Arnd Schneider. Il loro obiettivo è mettere in sicurezza i settori minerari già sfruttati. «In aree limitate della miniera utilizziamo i rifiuti minerali come materiale di riempimento. Ciò presenta due vantaggi: da un lato, queste aree vengono stabilizzate attraverso lo stoccaggio dei rifiuti e, dall’altro, sfruttiamo le caratteristiche dei prodotti di scarto dell’industria», continua il direttore Schneider. Il materiale di riempimento è costituito in gran parte da polveri finissime di filtri provenienti da impianti di combustione ad alta temperatura e viene consegnato nel sito di Hattorf su autocarri silo o in big bag. Uno speciale impianto di condizionamento prepara per il riempimento i rifiuti trasportabili con un sistema ad aria compressa. Una volta immessa in nuovi big bag, la miscela solidifica nel giro di pochissimo tempo. I sacchi, pesanti fino a 1,2 tonnellate, arrivano infine nella miniera attraverso il pozzo.

Potente e confortevole.

Qui sono già state riversate oltre 1,5 milioni di tonnellate di materiale di riempimento. «Qui sotto nel pozzo riceviamo i big bag», spiega Mario Christ. «Con il carrello elevatore a forca ne carichiamo fino a 16 sul semirimorchio a pianale ribassato del mio Econic. Poi li trasporto nel settore da riempire.» Il quarantottenne lavora per la K+S dal 1992. Il minatore fa parte del team fin dalla messa in servizio del recupero in sotterraneo, nel 1994. Christ e i suoi colleghi depositano i big bag nelle vecchie camere della miniera di potassio, mediante carrelli elevatori telescopici e l’Econic, lavorando su tre turni, 24 ore su 24, sei giorni alla settimana: una fila dopo l’altra. Gli interstizi vengono riempiti grazie a una fresa da neve riadattata e sale fino.

Arnd Schneider spiega le difficoltà dell'estrazione nel sottosuolo: «La nostra sfida è questa: dobbiamo superare pendenze fino al 14 per cento con un carico che sfiora le 20 tonnellate. Ed è possibile solo con un concentrato di potenza di dimensioni compatte come l’Econic 1835.» Il motore Euro VI OM 936, caratterizzato da una grande ripresa, con i suoi 260 kW offre riserve di potenza sufficienti anche per le salite ripide. È equipaggiato di serie con sospensioni pneumatiche integrali. Il livello del veicolo a due assi si può regolare individualmente, per esempio per adattare l’altezza libera dal suolo alle condizioni spesso ardue della strada sulle piste di sale della miniera.

Nel sottosuolo abbiamo un’altezza media del soffitto di meno di tre metri. I truck normali non riescono a passare.


Arnd Schneider, direttore del recupero in sotterraneo nel sito di Hattorf

3-0 per l'Econic.

Funzione
Grande forza di trazione, unita a dimensioni esterne compatte e a un’altezza ridotta del veicolo: l’autoarticolato Econic traina carichi pesanti attraverso i ripidi e stretti cunicoli della miniera di potassio.

Equipaggiamento
Il motore a sei cilindri in linea OM 936 eroga 260 kW di potenza con i suoi 7,7 litri di cilindrata.
Il motore Euro VI, parco nei consumi, offre quindi riserve di potenza sufficienti per compiti impegnativi, anche a grande profondità.

Effetto
Nei filoni di potassio dello stabilimento K+S del Werra, si arriva a pendenze del 14 per cento. Questa situazione non affanna l’Econic 1835, che trasporta agilmente tonnellate di materiale di riempimento per la messa in sicurezza della miniera. Grazie alla sua altezza esterna di appena 2380 millimetri, può muoversi praticamente dappertutto nella miniera.

A pieno carico l'Econic raggiunge i 50 km/h.

Inoltre, se vicino al soffitto lo spazio si fa stretto, il veicolo, che ha un’altezza esterna di 2380 millimetri, può essere abbassato fino a un massimo di 50 millimetri. Per lavorare così in profondità, sono stati modificati solo leggermente i due Econic più recenti tra i 13 complessivi utilizzati nell’attività di recupero in sotterraneo della K+S. «Abbiamo montato un lunotto, è stato necessario alzare di qualche centimetro un gruppo frigorifero sul lato guida e l’impianto di scarico si è spostato verso l’alto, dietro il lato passeggero», spiega il direttore Arnd Schneider. Solo i semirimorchi sono realizzazioni speciali, perché quelli conformi agli standard DIN non andrebbero bene.

Il minatore Mario Christ apprezza il suo nuovo strumento di lavoro: «L’Econic ha le misure compatte di un mezzo speciale da miniera, ma è molto più confortevole. Il cambio automatico a 6 marce Allison evita lo stress e le sospensioni pneumatiche proteggono la schiena.» Grazie al potente motore e al robusto retarder dell’Econic 1835, nell’estesa rete di percorsi sotterranei è possibile avanzare a 50 chilometri all’ora anche a pieno carico. «Ogni giorno si riesce a fare di più che in passato», spiega Mario Christ. «Rispetto al modello precedente, la potenza del motore aumentata di oltre un quarto e i valori di emissioni più bassi rappresentano un enorme progresso, e non solo per noi che lavoriamo in miniera.»


Fonte: Transport Magazine 2/2016
Testo: Christian Schmidt
Foto: Alex Kraus

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